Casa Editrice Nord

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Kamala Nair

Nair Kamala
E' stato nel 2004, durante un viaggio in India con la famiglia, che Kamala Nair ha avuto l'idea di scrivere Una casa di petali rossi. Ma sono stati i suoi ricordi a infondere vita sia nella storia del romanzo sia nei suoi personaggi. Sebbene sia cresciuta negli Stati Uniti, Kamala ha avuto modo di conoscere l'India fin da bambina: durante le vacanze scolastiche, mentre i compagni andavano a Disney World o a sciare, lei attraversava l'oceano insieme con i genitori e con la sorella, diretta verso un mondo tanto affascinante quanto lontano da quello cui era abituata. La sua famiglia, infatti, aveva sempre vissuto in città in cui le persone di origini indiane erano pochissime e, con il passare degli anni, Kamala aveva avvertito un crescente divario tra sé e i suoi amici dalla pelle chiara e dai capelli biondi. C'erano le differenze superficiali: a pranzo, loro mangiavano sandwich con burro di arachidi, lei samoas; le loro madri indossavano gonne e T-shirt, la sua aveva un bindi rosso sulla fronte e, una volta, aveva persino dovuto convincere un passante che quella non era una ferita... E poi c'erano le differenze più profonde: i suoi amici erano circondati da zii e cugini, mentre i parenti di Kamala vivevano dall'altra parte del mondo. Lei sapeva benissimo che quelle persone lontane le volevano bene, era consapevole del legame di sangue che le univa, ma le vedeva così di rado da avere talvolta la sensazione di essere per loro poco più di una semplice conoscente. Da bambina, ogni volta che arrivava in India, per Kamala era bellissimo trovarsi circondata da gente simile a lei, con la pelle scura e i capelli neri e folti. Ma, in famiglia, finiva talvolta per sentirsi quasi emarginata. Aveva provato a parlare in malayalam, la lingua locale, però, sentendo il suo accento, qualcuno si era messo a ridere e lo sconforto era stato tale da farla rinunciare. Dato che la nonna non parlava in inglese, il rapporto con lei si limitava ad abbracci, a baci e a silenzi imbarazzati. Vedere come i cugini e le cugine scherzavano tra loro la rendeva profondamente triste, perché sapeva che, non potendo comunicare, le sarebbe stato impossibile farseli amici. Le sue radici erano indiane, però in quel Paese lei si sentiva come un pesce fuor d'acqua. Poi, quando tornava a casa, riprendeva a essere un'indiana in mezzo agli americani. L'età e l'esperienza hanno aiutato Kamala ad avere fiducia in se stessa e a superare questa «confusione» culturale. Ma i ricordi non si sono cancellati e hanno avuto un ruolo determinante nel tracciare la personalità di Rakhee, la protagonista di Una casa di petali rossi. Non bisogna tuttavia pensare che l'autrice e il personaggio coincidano in tutto e per tutto. Rakhee è molto più saggia, ostinata, coraggiosa e sensibile di quanto fosse Kamala alla sua età. Ma è anche molto più solitaria. Kamala non è mai stata particolarmente estroversa, però ha molti amici, una sorella e i suoi genitori hanno da poco festeggiato il trentacinquesimo anniversario di matrimonio. Poi ci sono le suggestioni letterarie: Il buio oltre la siepe e Jane Eyre, due tra i romanzi preferiti di Kamala, sono state un'importante fonte d'ispirazione per Una casa di petali rossi. Si può dire che la vita di Rakhee è una versione romanzata di quella di Kamala? Sì, ma non basta.

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