Casa Editrice Nord - Come abbiamo scoperto il mistero dei Penitenti Grigi

Editoriali

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Come abbiamo scoperto il mistero dei Penitenti Grigi Come abbiamo scoperto il mistero dei Penitenti Grigi

Come abbiamo scoperto il mistero dei Penitenti Grigi

Realtà e finzione si intrecciano in un thriller imperdibile

AA.VV.di AA.VV.



A chi chiede come ci sia venuta l'idea per La Cappella dei Penitenti Grigi, noi rispondiamo che questa storia non l'abbiamo cercata. È stata lei a trovare noi.
Le cose sono andate pressappoco così. Qualche anno fa partimmo con le famiglie per visitare la Camargue, in cerca di tori e di cavalli, di paludi e di fenicotteri rosa. Nei dintorni della città fortezza di Aigues-Mortes capitammo per caso, l'ultimo giorno. Le mura ci apparvero in lontananza, la Torre di Costanza ci fece da faro. Su e giù per le sue viuzze tutto era bellissimo, tutto era intrigante. A parte la Cappella dei Penitenti Grigi. La guida Michelin magnificava i suoi interni di pregio, ma dal di fuori l'impressione era di completa decadenza. Inoltre la chiesa era chiusa, sprangata. All'ufficio del turismo, dove andammo per chiedere spiegazioni, parlarono di restauri: l'edificio era pericolante e interdetto al pubblico.
Naturalmente non lasciammo cadere la cosa, perché già sentivamo il profumo del mistero. Le nostre ricerche ci portarono a un sito internet dedicato alla Cappella e ai Penitenti Grigi. Scoprimmo così la storia pluricentenaria della confraternita, la sua struttura gerarchica, il rito dell'elezione del priore durante la settimana santa. Il sito citava come fonte un libro, opera di studiosi provenzali. Il testo completo non era in commercio, ma lo si poteva acquistare presso la Torre di Costanza.
Appena possibile scendemmo nuovamente in Camargue, ottenendo un duplice fiasco. La Cappella era nascosta dietro una ragnatela di impalcature e sempre inaccessibile. Quanto al libro sui Penitenti, alla Torre ci risposero che era "inesistente". Di ritorno a casa, scoprimmo che Il sito web era stato rimosso. Incredibile.
L'anno successivo, poche novità. I restauri si erano conclusi, ma la Cappella restava tetra per sua natura. Tetra e sprangata. All'ufficio del turismo, altra doccia fredda. Ci dissero che le visite erano possibili solo nei mesi di luglio e agosto, e allora si era in ottobre.
Stavamo per dichiararci sconfitti, quando la moglie di Maurizio ebbe un'idea. Ci convinse a scrivere alla municipalità di Aigues-Mortes, qualificandoci come scrittori.
Incredibilmente, l'ufficio di turismo rispose. Béatrice Guiraud - che qui ringraziamo - ci assicurò che un'eccezione era possibile, in nome della cultura. 
Il 31 ottobre, finalmente, entrammo.
Prima sorpresa. L'interno era spoglio e polveroso, non c'era neppure la corrente elettrica.
Seconda sorpresa. In sagrestia faceva bella mostra di sé una pila di volumi. Si trattava, neppure a dirlo, del libro "inesistente". Un cartoncino scritto a pennarello avvertiva che il costo era di 10 euro. Fu sempre la moglie di Maurizio, spirito pratico, a cavar fuori una banconota e a ficcarsi una copia nella borsa.
Madame Béatrice ci raccontò molti particolari della congregazione. Ebbe un solo momento di imbarazzo, quando Lilli le chiese della cripta. Il sito web citava infatti un luogo di sepoltura, utilizzato fino alla rivoluzione francese. Béatrice arrossì, cominciò a parlare così rapido che facevamo fatica a seguirla. In pratica ci disse che gli attuali Penitenti non gradivano troppa curiosità intorno a loro. Maurizio si fermò davanti a una porticina, posta sotto le scale del coro e la interrogò con lo sguardo. Ciò che passò negli occhi della donna ci fu sufficiente.
Avevamo una storia. Ora servivano i personaggi.
Per primi nacquero Jullian e Isabeau. Due ragazzi innamorati vittime di oscure trame, una vicenda struggente ambientata nel 1730, quando la confraternita dei Penitenti Grigi era all'apice della sua storia. Sullo sfondo, la contesa religiosa fra cattolici e protestanti che proprio in quell'anno conobbe episodi efferati.
A poco a poco, altre figure li affiancarono. La nostra Aigues-Mortes si popolò, cominciò a vivere e a tramare attorno alla Cappella dei Penitenti Grigi.
Ma chi si sarebbe assunto l'onere di svelare il mistero ai giorni nostri?
La prima volta che la vedemmo nella nostra fantasia, Deanne Bréchet usciva da un ascensore e indossava un miniabito rosso. Lo stesso che aveva la mattina dopo, quando la ritrovarono cadavere negli stagni di Aigues-Mortes. Lei, la giornalista decisa a entrare nella Cappella per una ragione che nessuno sapeva, era il nostro tramite fra il passato e il presente.
A indagare sul suo omicidio, una squadra ben assortita. Fabienne e Daniele sono studiosi di Storia. Lei è amica di Déanne, toccata nei suoi affetti, lui resta coinvolto per caso e poi per amore. Squazzoni e Delamotte sono rappresentanti dei media: due figli dei nostri tempi. Mariau è il volto travagliato della legge. Con loro abbiamo trascorso mesi, a tessere quel filo che ci portava sempre più in là, sempre più dentro la nostra storia più nera.

Maurizio Lanteri e Lilli Luini

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