Casa Editrice Nord - Glenn Cooper presenta «L'ultimo giorno»

Editoriali

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Glenn Cooper presenta «L'ultimo giorno» Glenn Cooper presenta «L'ultimo giorno»

Glenn Cooper presenta «L'ultimo giorno»

Un romanzo sul confine tra la vita e la morte, pubblicato da Nord in anteprima mondiale

Cooper Glenndi Glenn Cooper



Quando ero un giovane medico, all'inizio del mio tirocinio, tra i miei pazienti c'era un'adolescente molto carina e dal carattere dolcissimo, affetta da una grave forma di leucemia. Un giorno, in seguito a un arresto cardiaco, avevamo dovuto rianimarla e, non appena aveva ripreso conoscenza, ci aveva raccontato, in lacrime, che si era vista fluttuare al di sopra del letto, osservando i medici e gli infermieri che si affannavano intorno a lei; che aveva poi scorto una luce alla fine di un tunnel e aveva avuto la sensazione che qualcuno la stesse aspettando...
Il mio interesse per le esperienze di premorte è cominciato allora e, nel tempo, mi ha portato a studiarle in modo approfondito. Ho subito scoperto che non sono affatto rare: i casi riportati dalla letteratura medica sono centinaia, forse migliaia, per non parlare di quelli descritti negli articoli e nei libri divulgativi. Lo scienziato ne dà una spiegazione fisiologica, legata alla reazione del cervello sotto stress e in deprivazione di ossigeno. L'uomo di fede vi cerca risposte alle proprie ansie spirituali.
L'autore di thriller le considera uno spunto eccezionale per raccontare una storia.
L'ultimo giorno affronta le esperienze di premorte a vari livelli e offre una spiegazione che unisce scienza e religione. Il protagonista, Alex Weller, è un brillante neurologo che studia la «biologia della morte» sia perché ha avuto da bambino una sconvolgente esperienza di premorte sia perché è ossessionato da come l'aldilà è stato «descritto» da un punto di vista filosofico, culturale e spirituale. All'inizio del romanzo, la sua ricerca sembra giunta a una svolta decisiva: Alex ha infatti individuato una sostanza prodotta dal cervello degli animali negli istanti immediatamente precedenti alla morte. E vuole capire se anche gli esseri umani producono quella sostanza. Così si offre volontario per un esperimento pericolosissimo, superando in prima persona il confine tra la vita e la morte.
L'esperimento però ha un esito disastroso e le conseguenze spingono Alex su un sentiero che lo porterà a violare ogni codice etico e morale... in nome della verità definitiva.
Nel contempo, Cyrus O'Malley, un agente dell'FBI, deve affrontare il dramma che si è abbattuto sulla figlia Tara, che è all'ultimo stadio di un cancro al cervello. Da credente, Cyrus si sforza con ogni mezzo di conciliare la sua fiducia nella misericordia divina con la morte imminente della figlia, ma non sempre ci riesce. In più, sebbene non sia in condizione di occuparsi di un nuovo caso, gliene è stato affidato uno piuttosto importante: alcune prostitute e un infermiere sono stati ritrovati strangolati e con un foro praticato alla base del cranio. In breve tempo, il cammino di Cyrus e quello di Alex s'incrociano e, grazie a un rapido susseguirsi di colpi di scena, scopriamo come l'intero genere umano sia costretto a prepararsi all'eventualità di vivere l'ultimo giorno.
Non volevo scrivere un romanzo che parlasse soltanto di un criminale e del poliziotto che gli dava la caccia. Chi ha letto i miei libri sa che mi piace esplorare gli ambiti più diversi, soprattutto quelli della fede, della religione e della filosofia. In questo caso, provo a riflettere sull'aldilà. E vi chiedo: cosa cambiereste nella vostra vita se foste certi che l'aldilà esiste e che è un luogo di pura, assoluta gioia? Continuereste a vivere come avete fatto sino a quel momento? Continuereste a lavorare con lo stesso impegno? Prendereste in considerazione l'idea del suicidio? E cosa succederebbe alla società? Mi piacerebbe molto conoscere le risposte dei lettori a queste e alle altre domande che emergono dal romanzo. E sarebbe una grande soddisfazione per me sapere che questa storia ha contribuito al dibattito sulla natura della vita e della morte.
Ma sarei anche curioso di conoscere le reazioni dei lettori alla struttura del libro. Nell'Ultimo giorno ho fatto due cose del tutto nuove, per me. Anzitutto ho dato più spazio al «cattivo» della storia, Alex Weller, rispetto all'«eroe» Cyrus O'Malley, e questo perché il suo modo di agire - per quanto mostruoso - mi sembrava più interessante da immaginare e da descrivere. In secondo luogo, questo è il mio primo romanzo che si svolge per intero nel presente, senza cioè l'apporto di personaggi storici o di eventi del passato e forse per questo ha una struttura più lineare. Insomma non è il tipico «romanzo di Glenn Cooper». E questo, lo confesso, mi fa stare un po' sulle spine. Il mio destino è nelle mani degli italiani, dato che la Casa Editrice Nord pubblicherà L'ultimo giorno in anteprima mondiale. Se sarà un successo, in futuro magari scriverò storie simili. Di certo, il confine tra la vita e la morte è un argomento che ha affascinato l'uomo fin dalla notte dei tempi. E non credo che mi stancherò mai di scriverne.

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